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Una settimana da coliver al Dolce Vita Coliving
C’è un ritmo diverso che si respira qui. La notte si dorme nel silenzio, a volte rotto solo dal richiamo profondo di un allocco. Ogni giornata comincia con una passeggiata nel verde, accompagnata dal canto degli uccelli e dal suono lieve dell'acqua che scorre. Questo diario di una settimana in un coliving racconta la scoperta di un equilibrio dimenticato, dove il lavoro si fonde con la natura, le relazioni sono semplici e autentiche, e il tempo sembra scorrere con un passo più umano e sospeso.

Media credits:
Dolce Vita Coliving
Table of Contents
Lunedì — La montagna come ufficio panoramico
Martedì — Natura che sorprende
Mercoledì — Connessioni semplici
Giovedì — Vita all’aperto
Venerdì — Equilibrio perfetto
Sabato — L’avventura chiama
Domenica — Il bosco sacro

Una settimana da coliver al Dolce Vita Coliving
C’è un ritmo diverso che si respira qui.
La notte si dorme bene nel silenzio, lontano dal frastuono della città. A volte, si sente l'allocco cantare - quel richiamo rotondo, profondo, che sembra venire dal cuore del bosco. Ogni mia giornata comincia con il passo del cagnolino che apre la strada tra i sentieri nel verde: un appuntamento fisso con la natura. In sottofondo, solo il canto degli uccelli e il suono lieve di qualche fonte d'acqua che scorre.
Lunedì — La montagna come ufficio panoramico
Una passeggiata verso la montagna per iniziare la settimana nel modo giusto. Poi colazione al coliving, con fette di pane locale e marmellate fatte in casa. Si lavora concentrati, circondati dal silenzio della valle.
Nel pomeriggio, una pausa dolce al Bar Bordone: tè, torta alle mele, chiacchiere e sole che scalda con tepore. A cena, la cucina profuma di orto: zucchine, pomodori e un risotto ai funghi appena ricevuti in dono.
Martedì — Natura che sorprende
La giornata scorre tra lavoro e natura.
Durante una passeggiata verso Castel San Felice, due caprioli attraversano la strada con eleganza: mentre il cane punta e tira entusiasta, io resto a bocca aperta, perché non ti abitui mai a veder passare questi animali liberi a distanza così ravvicinata. Pausa pranzo al Bar Valnerina e poi due passi lungo il fiume, prima di un salto a Spoleto per la spesa e un giro fino alla Rocca Albornoziana. Da lassù, la vista abbraccia tutta la città e la valle: torri medievali, tetti in pietra e la linea del Ponte delle Torri che taglia l’orizzonte. Ogni volta sembra di tornare in un tempo sospeso, dove storia e quiete si incontrano.
Mercoledì — Connessioni semplici
Nuovi sentieri da esplorare al mattino, poi ore di lavoro serene nel coworking.
A pranzo, sono ospite di una coppia di amici del posto: un piatto di pasta semplice al pomodoro del loro orto e le risate, tra italiano e dialetto vallano.
Al ritorno, mi fermo al lavatoio di Vallo di Nera — un angolo d’altri tempi, dove l’acqua scorre limpida tra le pietre e il silenzio scandito dal fluire dell'acqua sa di storie antiche. Un po’ di acqua fresca tra le mani, poi qualche pensiero appuntato sul quaderno, seduta al sole nell’Orto di Riziero, un piccolo parco letterario dedicato al pastore-poeta. L’Orto racconta la vita pastorale della Valnerina e offre un piacevole punto di sosta panoramico dove fermarsi a scrivere, pensare o semplicemente guardare le montagne.
Ritorno al lavoro più distesa e serena. La sera, ritrovo al Bar Bordone: storie, vite diverse e quella sensazione di fare un po' parte del posto.
Giovedì — Vita all’aperto
Scoiattoli che corrono su e giù dagli alberi accompagnano la passeggiata mattutina, riportando a un mondo semplice e sbalorditivo, fuori dalla bolla del lavoro.
Poi ore tranquille al coworking, con pause di chiacchiere spontanee con la gente del posto che passando si ferma a salutare. Dopo pranzo, le bambine del posto suonano alla porta: è ora di giocare tra la piazza, il campetto e i vicoli di Vallo!
La sera, tutti all’orto del coliving: forno acceso, pizza, e chiacchiere sotto le stelle con le persone del borgo.
Venerdì — Equilibrio perfetto
Colazione a Piedipaterno camminando tra i prati in discesa. Al ritorno lavoro al coworking, dove la pausa tè al Bar Bordone diventa quasi un rituale. Mi fermo sulla panchina nella piazza al sole per leggere in tranquillità alcune mail dal telefono.
Nel pomeriggio, relax alle terme di Triponzo: acqua calda, silenzio, pensieri che rallentano.
A cena, atmosfera tranquilla nella cucina del coliving e infine una passeggiata notturna con il cane sotto il cielo pieno di stelle.
Sabato — L’avventura chiama
Trekking più lungo, panorami che distendono la mente e pranzo al sacco - le more raccolte lungo la strada, la pizza bianca ripiena della Taverna del Bordone! Nel pomeriggio, un po’ di lavoro e la sera via, tra le sagre dei paesi vicini: c’è chi danza, chi ride, chi assaggia vino, tarfufo o formaggi. Molti sono i prodotti della zona (ricotte, caciotte stagionate, specialità di norcineria, funghi, vini, patate, ortaggi come il sedano nero) e ognuno ispira una sagra per celebrarli.
Domenica — Il bosco sacro
Sono tanti i luoghi di interesse qui intorno. Questa volta gita a Monteluco. Una passeggiata nel bosco sacro, il profumo dei pini, le grotte come luoghi di preghiera, il santuario di San Francesco e il silenzio che sa di meditazione. A pranzo, nella trattoria semplice e genuina del posto. Nel pomeriggio, di nuovo a Vallo per la merenda a casa di amici: dolci, tisane e chiacchiere che si allungano fino a sera.
A cena mi viene voglia di strangozzi, la pasta tipica fatta a mano, con zucchine e ricotta alla Taverna del Bordone. Passeggiando per rientrare verso casa ringrazio per ciò che la settimana ha regalato. Qui il tempo ha un passo diverso.
Nel borgo tutto ti ricorda che la vita non si misura in produttività e non si spiega nelle scadenze di lavoro, ma si rivela con intensità: in ciò che resta dentro quando smetti di correre, nei dettagli che spesso nel caos cittadino dimentichiamo di guardare.
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Il Passo Diverso del Tempo: Ciò che Resta Dentro
A cena mi viene voglia di strangozzi, la pasta tipica fatta a mano, con zucchine e ricotta alla Taverna del Bordone. Passeggiando per rientrare verso casa ringrazio per ciò che la settimana ha regalato. Qui il tempo ha un passo diverso.
Nel borgo tutto ti ricorda che la vita non si misura in produttività e non si spiega nelle scadenze di lavoro, ma si rivela con intensità: in ciò che resta dentro quando smetti di correre, nei dettagli che spesso nel caos cittadino dimentichiamo di guardare.





